“Noi della Marca X consigliamo la Marca X.”
Ci risiamo. Stavolta si parla di corsi di nuoto. Il settore del nuoto nei Paesi Bassi conta ben nove enti che rilasciano brevetti, ognuno con il proprio diploma. Uno di questi, la Nationale Raad Zwemveiligheid (NRZ), riceve ogni anno una cospicua somma di fondi pubblici per svolgere questo servizio, promuoverlo e incentivarlo.
La NRZ, guidata dal direttore Titus Visser, sostiene che la propria linea di brevetti sia l’“unico vero”, il diploma “riconosciuto a livello nazionale” e “ufficiale” dei Paesi Bassi. Come tante altre piscine olandesi, raccomanda inoltre di seguire proprio il percorso della NRZ. In altre parole: “Noi della NRZ consigliamo la NRZ.” Cercano di conquistare e mantenere un monopolio grazie ai soldi dello Stato, usando la sicurezza in acqua come argomento principale. Un modo quasi surreale, ma purtroppo del tutto reale, di “fare i grandi affari”.
La qualità dell’insegnamento del nuoto nei Paesi Bassi è nota e apprezzata in tutto il mondo. Molti Paesi guardano con interesse alla struttura e allo sviluppo della didattica olandese e al relativo sistema di brevetti. E qui non parliamo solo della NRZ, ma anche di molti altri enti come ENVOZ ed EasySwim. Ogni ente dispone di un proprio programma didattico e di un metodo d’insegnamento coerente con i diversi requisiti del brevetto. Dietro c’è un lungo lavoro di sviluppo: nulla è improvvisato. Si ha l’impressione che la NRZ cerchi di ergersi a ente superiore sminuendo gli altri operatori. Ma se si scava un po’ più a fondo nella questione, la verità è ben diversa.
Tempo fa il programma Tros Radar si è occupato del tema. È stato somministrato un questionario a 5.863 persone che negli ultimi 5 anni hanno iscritto un figlio a un corso di nuoto. Ne sono emerse domande di vario genere che, agli occhi degli addetti ai lavori, avevano un sapore un po’ propagandistico, volto a mettere in cattiva luce gli altri enti di brevettazione. Così, il 31% non si dichiarava del tutto soddisfatto della qualità dell’istruttore di nuoto e il 25% riteneva che la qualità delle competenze trasmesse non fosse adeguata.
Ma andando a fondo: tra i 5.863 genitori, il 34% aveva seguito le lezioni tramite lo Zwem-ABC della NRZ e il 9% tramite i brevetti di Optisport (Optisport applica requisiti pressoché identici, limitandosi ad apporvi il proprio logo; dietro le quinte, peraltro, Optisport sta rientrando nell’orbita della NRZ). Ciò significa che ben il 43% dei genitori intervistati proveniva da un brevetto NRZ o a essa collegato. Se si confronta questo dato con il 21% degli altri enti (Envoz 8%, EasySwim 6%, KNZB 3%, NSWZ 3%, ZON 1%), è proprio la qualità della NRZ a raccogliere il maggior numero di critiche.
La NRZ può presentarsi come “l’” ente di riferimento, ma di fatto mostra evidenti lacune. Un po’ di autocritica sarebbe un buon punto di partenza prima di presentarsi al pubblico come “l’unico vero diploma”. Nello stesso articolo, inoltre, il signor Visser afferma che la formazione riconosciuta dalla NRZ sia l’unica idonea a raggiungere gli “elevati” standard qualitativi previsti dalla sua licenza.
Nell’intervista del 19 marzo pubblicata sul Noord Hollands Dagblad, Titus Visser ha commentato così l’uscita di Alkmaar Sport dalla NRZ: “Sarà piuttosto una questione di personale. Per mantenere la nostra licenza pretendiamo che si lavori con personale ben qualificato. Persone che vanno pagate di più. Alkmaar Sport è un gestore commerciale. Organizzazioni del genere cercano di tagliare i costi.” E quando gli si chiede della formazione diversa da quella riconosciuta dalla NRZ scelta da Alkmaar Sport, Visser risponde: “Possono mettere insieme un corsetto fatto in casa e piazzare la gente a bordo vasca. È lecito, non è vietato.”
Enti come ENVOZ sono istituti di formazione privati riconosciuti dal CRKBO (Centraal Register Kort Beroepsonderwijs) e dalla NRTO (Nederlandse Raad voor Training en Opleiding). Qui la sicurezza in acqua, l’abilità natatoria e la qualità vengono prima di tutto. È un percorso indipendente dalla NRZ, ma che di certo non è da meno quanto a qualità. Le dichiarazioni del signor Visser, insomma, ricordano davvero la vecchia pubblicità della Marca X.
La missione e la visione della NRZ vanno riviste da cima a fondo. L’idea di essere un unicum, detentore del brevetto di nuoto superiore, può finire nel cestino, e i fondi pubblici devono essere ripartiti equamente tra tutti gli enti di brevettazione che, giorno dopo giorno, si impegnano a formare istruttori e bambini per il futuro. Il periodo del Covid ha messo sempre più a nudo la frattura tra il “denaro” e la vera sicurezza in acqua. La sicurezza in acqua non si compra con i soldi: la si crea con il lavoro delle persone. Serve rispetto reciproco per le rispettive visioni, perché l’obiettivo è comune: innalzare il livello di sicurezza in acqua nei Paesi Bassi. È questo ciò di cui abbiamo bisogno. Per arrivarci dovranno cadere ancora molti tabù, con tutte le conseguenze del caso. Purché la sicurezza in acqua torni finalmente al centro e i grandi capitali finiscano dove davvero servono.
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Questo articolo nasce a seguito di un articolo pubblicato sul Noord Hollands Dagblad.
Link: https://www.noordhollandsdagblad.nl/cnt/dmf20220318_61356834?utm_source=google&utm_medium=organic
Sono stati utilizzati i dati della puntata di Tros Radar del 14 marzo.
Link: https://radar.avrotros.nl/uitzendingen/gemist/item/nederlands-zwemonderwijs-onder-de-maat/ e https://radar.avrotros.nl/testpanel/uitslagen/item/ouders-niet-op-de-hoogte-van-ongediplomeerde-zweminstructeurs/
E: https://radar.avrotros.nl/testpanel/uitslagen/item/ouders-niet-op-de-hoogte-van-ongediplomeerde-zweminstructeurs/
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